Appello agli chef: meno cibi fermentati sconosciuti più sottoli e salamoie

da Dissapore — 11 ottobre 2018 alle 3:26

Ormai non c’è ristorante d’un certo livello che non abbia in menù un piatto con una fermentazione, una marinata, una leche di tigre, un intruglio, in arrivo da luoghi distantissimi nello spazio o nel tempo.

Va bene, benone, per carità: spesso sono cose squisite. E dunque: benvenute.

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