Il Buonappetito: il critico mascherato, la mafia e i nuovi ristoranti

da Dissapore — 8 febbraio 2018 alle 7:50

Si sa che effetto fa Valerio M. Visintin: o lo ami o lo odi. Come le birre lambic o le frattaglie. Ed è naturale: non potrebbe accadere altrimenti con il Catone gastronomico del “Corriere della sera”.

Ma è un errore. Perché chi lo ama, lo segue anche quando le sue bastonate arrivano sulle noci del capocollo sbagliate (capita a tutti quelli che bastonano parecchio); chi lo odia lo snobba anche quando le randellate finiscono esattamente dove devono finire.

Allora, se fate parte della seconda schiera, contate fino a cento e calmatevi, dimenticate quella volta che ha fustigato un vostro...

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